Polizia di Stato

Polizia Postale:resoconto attività 2017. (dom, 07 gen 2018)
In uno scenario nel quale la continua evoluzione tecnologica influenza ogni azione del nostro vivere quotidiano, lo sforzo della Polizia Postale e delle Comunicazioni nell’anno 2017 è stato costantemente indirizzato alla prevenzione e al contrasto della criminalità informatica in generale, con particolare riferimento ai reati che, anche a fronte della Direttiva del Ministro dell’Interno del 15 Agosto 2017, sono di precipua competenza di questa Specialità.Nell’ambito della pedopornografia online sono statioperati 55 arresti e 595 denunce; tra le operazioni più significative, coordinate dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, si segnala l’operazione Sweep Web del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Firenze che ha condotto all’esecuzione di 45 perquisizioni e 3 arresti per pornografia minorile l’operazione Black Shadow, condotta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Trento, nell’ambito della quale sono state eseguite 37 perquisizioni e 10 arresti per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico.Dalle complesse operazioni di prevenzione, è scaturita una assidua attività di monitoraggio della rete che ha visto coinvolti ben 28560 siti internet, di cui 2077 inseriti in black list.Si conferma la rilevanza del fenomeno dell’adescamento di minori online che ha registrato 437 casi trattati che hanno portato alla denuncia di 158 soggetti e all’arresto di 19. A tal proposito, significativa è stata l’attività denominata Bad Queen condotta dal Compartimento Polizia Postale di Trieste che ha portato al deferimento all’A.G. i 7 soggetti.Senza dimenticare le indagini avviate a seguito delle segnalazioni dei genitori come l’operazione “12 Apostoli” del Compartimento Polizia Postale di Catania, che ha arrestato 4 persone costituenti una associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori.Di rilievo è l’attività di collaborazione con organismi internazionali: sono stati elaborati circa 176 ReportNCMEC dai quali sono scaturite importanti attività di indagine.Un sensibile aumento, rispetto al 2016, è ravvisabile in materia di reati informatici contro la persona (ad es. diffamazione, cyberstalking, trattamento illecito di dati personali, sostituzione di persona) per i quali sono state denunciate 917 persone e arrestate 8.Di evidente incremento è l’attività di contrasto alla minaccia cyber svolta dal Centro Nazionale Anticrimine per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (C.N.A.I.P.I.C.), attestata dal rilevante aumento del numero di alert diramati alle infrastrutture critiche nazionali che, rispetto al 2016, si è quasi quintuplicato sino a raggiungere 28522.La tempestiva condivisione dei c.d. “indicatori di compromissione” dei sistemi informatici con i fornitori di servizi pubblici essenziali ha consentito di rafforzare gli strumenti volti alla protezione della sicurezza informatica, garantita anche da una costate attività di monitoraggio.In tale ambito, il Centro ha ulteriormente gestito monitoraggi della rete che hanno riguardato strutture sensibili di rilievo nazionale.Inoltre in particolare la Sala Operativa del Centro ha gestito:1006 attacchi informatici nei confronti di servizi internet relativi a siti istituzionali e infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale;80 richieste di cooperazione nell’ambito del circuito “High Tech Crime Emergency”.Tra le attività investigative condotte, in tale ambito, si segnalano 68 indagini avviate nel 2017 per un totale di 33persone denunciate e l’arresto di 2.Tra le attività più significative, si segnalano l’operazione “EyePyramid” a seguito della quale è stato fermato il sodalizio composto dai fratelli Occhionero, entrambi arrestati, che si dedicava allo spionaggio informatico politico-istituzionale ed industriale e l’operazione “Andromeda” a seguito della quale è stata smantellata una rete botnet, ovvero un insieme di computer infettati da virus informatici e utilizzati dagli hacker per compiere svariati reati in tutto il mondo.Nell’ottica di un’efficace condivisione operativa, il Centro ha proseguito la stipula di specifici Protocolli a tutela delle infrastrutture critiche nazionali: al riguardo, nel 2017 sono state sottoscritte 7 nuove convenzioni con il Gruppo Atlantia (con le società Aeroporti di Roma, Autostrade per l’Italia e Telepass), Lottomatica, Piaggio Aerospace, INAIL e A2A, oltre al rinnovo della convenzione in essere con Enel.Si rappresenta, altresì, che analoghe forme di collaborazione sono state avviate dagli uffici territoriali della Specialità con strutture sensibili di rilevanza locale, sia pubbliche che private, al fine di garantire un sistema di sicurezza informatica capillare e coordinato.Con riferimento al financial cybercrime, le sempre più evolute tecniche di hackeraggio, attraverso l’utilizzo di malware inoculati mediante tecniche di phishing, ampliano a dismisura i soggetti attaccati, soprattutto nell’ambito dei rapporti commerciali. Infatti lo scopo delle organizzazioni criminali è quello di intromettersi nei rapporti commerciali tra aziende dirottando le somme verso conti correnti nella disponibilità dei malviventi. Il BEC (business e-mail compromise) fraud o CEO (Chief Exeutive Officer) fraud sono la moderna applicazione della tecnica di attacco denominata “man in the middle”. Nonostante la difficoltà operativa di bloccare e recuperare le somme frodate, soprattutto perché inviate verso paesi extraeuropei (Cina, Taiwan, Hong Kong), grazie alla versatilità della piattaforma OF2CEN (On line Fraud Cyber Centre and Expert Network) per l’analisi e il contrasto avanzato delle frodi del settore, nell’anno 2017, la Specialità ha potuto bloccare alla fonte su una movimentazione di 22.052.527 € ben 20.839.576 € e di recuperare 862.000 € della residuale parte relativa ai bonifici già disposti. La piattaforma in questione frutto di specifiche convenzioni intercorse mediante ABI con gran parte del mondo bancario, consente di intervenire in tempo quasi reale sulla segnalazione bloccando la somma prima che venga polverizzata in vari rivoli di prestanome.Al riguardo, di rilievo è la recente operazione internazionale denominata “Emma3”, coordinata dal Servizio Polizia Postale con la collaborazione di 21 PaesiEuropei e di Europol, volta a identificare i c.d. “money mules”, primi destinatari delle somme provenienti da frodi informatiche e campagne di phishing, che offrono la propria identità per l’apertura di conti correnti e/o carte di credito sui quali vengono poi accreditate le somme illecitamente acquisite. L’operazione in parola ha consentito di identificare 37 money mules di cui 32 arrestati e 5 denunciati, nonché di bloccare oltre 150.000 €. Il contrasto al fenomeno dei “money mules” nel corso dell’anno ha consentito di recuperare complessivamente circa 370.000 €e di denunciare 122 individui e di arrestarne 39.Altra significativa attività di polizia giudiziaria l’operazione “Criptolocker” condotta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Catania che ha portato a individuare una associazione a delinquere di 7 persone, 4 delle quali arrestate, con base operativa nel napoletano, che estorcevano denaro a imprenditori e professionisti in tutta Italia bloccando tutti i dati presenti all’interno dei pc delle vittime, criptandoli, ovvero colpendo le transazioni commerciali con attacchi cosiddetti man in the middle.Nel settore del cyberterrorismo gli investigatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno concorso con altri organi di Polizia e di intelligence alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di eversione e terrorismo, sia a livello nazionale che internazionale, posti in essere attraverso l’utilizzo di strumenti informatici e di comunicazione telematica.In tal senso spicca l’operazione antiterrorismo denominata “Da’Wa” condotta dai Compartimenti di Perugia e Milano che ha portato all’arresto di 4 persone, tre tunisini ed un marocchino, che facevano proselitismo sul web, e ha consentito di emettere tre provvedimenti di espulsione nei confronti di altrettanti individui.Nell’ultimo anno, la strategia mediatica messa in campo dalle organizzazioni terroristiche di matrice religiosa islamista ha indotto la Specialità a effettuare una costante attività di osservazione e analisi dei contenuti presenti in rete, coinvolgendo anche ulteriori strutture territoriali rispetto a quelle individuate nel 2016 al fine di individuare forme di proselitismo e segnali precoci di radicalizzazione.L’attività, funzionale a contrastare il proselitismo e prevenire fenomeni di radicalizzazione, ha portato a monitorare circa 17000 spazi web e alla rimozione di diversi contenuti.Con riferimento all’attività di monitoraggio del web per il contrasto al terrorismo di matrice islamica, giova evidenziare che gran parte dei contenuti illeciti pubblicati su internet vengono rimossi direttamente dai gestori delle principali piattaforme web i quali, grazie anche alla richiesta di maggiore collaborazione elaborata in numerose sedi istituzionali nell’ambito di progetti internazionali (es. EU Internet Forum) ai quali ha preso parte anche questa Specialità, stanno garantendo un’azione più incisiva per ridurre la proiezione esterna e virtuale del Califfato.Ancora, si rappresenta, che il Servizio di Polizia Postale e delle Comunicazioni costituisce punto di contatto nazionale per l’IRU (Internet Referral Unit), Unità di Riferimento Internet in ambito Europol sviluppata sulla base del progetto Check the Web, con l’intento di condividere con altri Paesi informazioni di intelligence e per rispondere alla necessità di agire tempestivamente quando si presentino contenuti pericolosi che riguardano la nostra od altre Nazioni, condividendo notizie di interesse generale.L’IRU, infatti, effettua una approfondita analisi dei contenuti emersi in rete che possano essere di interesse per la sicurezza nazionale, condividendoli con i Paesi UE e con gli altri Paesi interessati.Parallelamente all’incremento dell’uso di strumenti telematici, sono cresciute le aspettative di sicurezza da parte del cittadino.La Polizia Postale e delle Comunicazioni è impegnata, ormai da diversi anni, in campagne di sensibilizzazione e prevenzione sui rischi e pericoli connessi all’utilizzo della rete internet, rivolte soprattutto alle giovani generazioni.Nello specifico si evidenzia che lo scorso 1° Dicembre 2017, in occasione del “Maker Faire-Fiera dell’Innovazione” è partita la 5° Edizione di “Una Vita da Social”, campagna itinerante della Polizia Postale e delle Comunicazioni, grazie alla quale sino ad oggi sono stati incontrati oltre 1 milione e 300 mila studenti, 147.000 genitori, 82.500 insegnanti per un totale di 10.750 Istituti scolastici e 190 città italiane.Un progetto dinamico, innovativo e decisamente al passo con i tempi, che si avvicina alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunità del web che i rischi di cadere nelle tante trappole dei predatori della rete, confezionando un vero e proprio “manuale d’uso”, finalizzato ad evitare il dilagante fenomeno del cyberbullismo e tutte quelle forme di uso distorto della rete in generale e dei social network.A disposizione degli utenti è presente la pagina facebook e twitter di “Una vita da social”, gestita direttamente dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, dove vengono pubblicati gli appuntamenti, le attività, i contributi e dove i giovani internauti possono “postare” direttamente le loro impressioni ad ogni appuntamento.Grande consenso ha riscosso la campagna #cuoriconnessi, iniziativa che attraverso la proiezione di un docufilm e le testimonianze dirette dei minori vittime di prevaricazioni, vessazioni e violenze online, vuole offrire uno spunto di riflessione per avviare importanti considerazioni sul peso delle parole, sul loro valore e sulla loro potenza, ma anche sulle responsabilità degli adulti.Inoltre nel corso dell’anno sono stati realizzati incontri educativi su tutto il territorio nazionale raggiungendo oltre 250 mila studenti e circa 2500 Istituti scolastici per i quali è stata messa a disposizione anche un’email dedicata: progettoscuola.poliziapostale@interno.it.Il portale del Commissariato di P.S. online è divenuto il punto di riferimento specializzato per chi cerca informazioni, consigli, suggerimenti di carattere generale, o vuole scaricare modulistica e presentare denunce.Uno strumento agevole che consente al cittadino, da casa, dal posto di lavoro o da qualsiasi luogo si desideri, di entrare nel portale ed usufruire dei medesimi servizi di segnalazione, informazione e collaborazione che la Polizia Postale e delle Comunicazioni quotidianamente ed ininterrottamente offre agli utenti del web.
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Estradato in Italia Sebastien Hubert Albert Beatrice DE Meersman, (ven, 05 gen 2018)
E’ giunto  a Fiumicino alle 13.30 odierne, Sebastien Hubert A. B. DE MEERSMAN, 37enne belga, capo dell’organizzazione criminale dedita al commercio fasullo di alcolici e colpito da mandato d’arresto europeo per reato di falso e frode fiscale, con un danno per l’erario di circa 70 milioni di euro.DE MEERSMAN è stato rintracciato in Belgio nel febbraio scorso  a seguito delle risultanze investigative dell’operazione denominata “Criminal Drinks”, che ha coinvolto le law enforcement italiane in stretta collaborazione con quelle europee.In particolare, le attività di raccordo sinergico dello SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza con gli omologhi belgi, e le indagini effettuate dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Agrigento e dall’Agenzia delle Dogane di Porto Empedocle, hanno permesso lo smantellamento dell’associazione a delinquere transnazionale.All’arrivo a Fiumicino scortato dagli Agenti dello SCIP,  sono state  espletate le formalità dell’arresto sul territorio nazionale presso l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea, e successivamente è stato associato presso la competente Casa Circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria siciliana.  
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Catania:arrestato cittadino maliano per l' omicidio della moglie. (mer, 03 gen 2018)
Nella tarda serata di ieri, la Polizia di Stato ha posto in stato di fermo di indiziato di delitto un cittadino maliano trentenne in quanto gravemente indiziato del reato di omicidio volontario ai danni della moglie FRANCIS Miracle, con le aggravanti di avere agito per motivi abbietti o futili e con crudeltà.Nella tarda serata del decorso 1 gennaio, personale di questa Squadra Mobile e del Commissariato di P.S. di Caltagirone interveniva presso il C.A.R.A. di Mineo (CT) dove, all’interno di un alloggio, segnatamente al primo piano, veniva rinvenuto il cadavere di una cittadina nigeriana, identificata per FRANCIS Miracle (cl.1991) - ospite del centro, riverso per terra in posizione supina.Venivano avviate dagli investigatori della Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Caltagirone, le immediate indagini volte a fare luce sull’efferato fatto di sangue.In particolare, veniva effettuato con l’ausilio di personale della Polizia Scientifica un meticoloso sopralluogo nell’alloggio, all’interno del quale veniva rinvenuto e sequestrato, accanto al corpo della donna, un coltello da cucina, con una lama di 13 cm circa, che presentava tracce di sostanza ematica.Il medico legale intervenuto sul posto, a seguito di ispezione esterna, accertava che la vittima presentava una ferita da arma da taglio al collo, facendo emergere che l’autore del delitto aveva colpito la donna procurandole una profonda ferita da punta che ne aveva cagionato la morte.Ultimati i rilievi della Polizia Scientifica, protrattisi per tutta la notte, l’alloggio veniva posto sotto sequestro.Le indagini consentivano di acquisire univoci e concordanti indizi di responsabilità a carico di un cittadino del Mali il quale, recatosi a trovare la moglie ed i figli minori, di 8 e 6 anni, al culmine di una lite aveva colpito la donna, dandosi alla fuga.Mentre le ricerche del soggetto si estendevano alla città di Catania, nel corso della mattina e del pomeriggio di ieri 2 gennaio venivano acquisite le dichiarazioni di alcuni cittadini stranieri  dalle quali emergeva univocamente, così come avevano già indicato i due figli minori, sentiti con l’ausilio di psicologi, che la donna era in casa con il marito il quale, al momento del ritrovamento del cadavere, si era già allontanato facendo perdere le proprie tracce.I servizi di localizzazione dell’utenza del cittadino maliano, disposti dalla Procura della Repubblica di Caltagirone, confermavano che l’uomo - del quale veniva acquisita anche una fotografia - aveva raggiunto la città di Catania, cosicché veniva approntato un dispositivo di pattuglie volto al suo rintraccio, specie nella zona della stazione ferroviaria e dei pullman.Nel pomeriggio di ieri, mentre proseguivano le investigazioni, un equipaggio della Squadra Mobile individuava il soggetto nella zona del centro cittadino, nei pressi di un Internet point.L’uomo, privo di documenti, veniva accompagnato presso gli Uffici della Mobile laddove si rilevava presentare nel corpo graffi e abrasioni - compatibili con una colluttazione avuta con la vittima, n.d.r. - venivano espletate mirate attività da parte della Polizia Scientifica finalizzata alla ricerca di eventuali tracce di sostanza ematica e/o tracce biologiche sia sull’uomo che sull’abbigliamento indossato, che veniva posto sotto sequestro.Nel corso delle investigazioni si appurava, inoltre, che la presenza del cittadino maliano nei pressi dell’Internet point non era casuale. Invero, l’uomo voleva incassare una somma di danaro in contanti che gli consentisse di raggiungere il Nord Italia e poi l’estero.In occasione del controllo gli veniva chiesto di mostrare quanto in suo possesso e questi estraeva dalla tasca dei pantaloni un foglio manoscritto in cui erano segnati i nominativi della moglie e dei figli.Durante la permanenza negli uffici di polizia l’uomo, in presenza di un interprete, non rendeva alcuna dichiarazione limitandosi ad affermare di non essersi mai recato presso il C.A.R.A. di Mineo (CT).Nella tarda serata di ieri, alla luce dei gravi e concordanti indizi di responsabilità raccolti a suo carico, veniva posto in stato di fermo di indiziato di delitto per omicidio volontario, con le aggravanti di avere agito per motivi abbietti o futili e con crudeltà, ed associato presso il carcere di Catania - piazza Lanza a disposizione del Sostituto Procuratore di turno presso la Procura della Repubblica di Catania.    
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Polizia Ferroviaria:consuntivo attività 2017. (mar, 02 gen 2018)
Nel corso del 2017 la Polizia Ferroviaria ha svolto la propria attività di controllo all’interno delle stazioni e sui treni per garantire la sicurezza dei viaggiatori, attraverso la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni delittuosi e di degrado presenti in ambito ferroviario. Durante l’arco dell’anno sono state impiegate oltre 196.000 pattuglie in stazione e più di 43.500 a bordo treno. Sono stati scortati complessivamente 93.029 convogli ferroviari (con una media di circa 254 treni al giorno). Sono stati inoltre predisposti 15.399 servizi antiborseggio in abiti civili, sia negli scali che sui convogli. Grazie a tale dispositivo la Specialità ha tratto in arresto ed indagato in stato di libertà rispettivamente 1.255 e 8.963  persone, procedendo complessivamente a 1.078.738 controlli.Durante l’anno sono state incentivate le attività di prevenzione con un aumento dei servizi straordinari di controllo del territorio, +9% rispetto al 2016, per un totale di 2.016 operazioni.Sono continuati i servizi congiunti di vigilanza e scorta anche sui treni viaggiatori transfrontalieri con il concorso delle polizie europee, in particolare di Austria e Germania, per prevenire attività illecite a carattere transnazionale, con particolare riferimento all’immigrazione clandestina. Le attività congiunte, oltre a quelle ordinarie, svolte in stazione ed a bordo treno, hanno permesso di rintracciare complessivamente 2.894  stranieri in posizione irregolare e di scortare 3.386 treni sulla tratta Trento - Brennero.L’attività di contrasto ai furti di rame, che in ambito ferroviario spesso causano ritardi alla circolazione dei treni e consistenti disagi per i viaggiatori, si è tradotta in oltre 2.200 controlli ai centri di raccolta e recupero metalli, in circa 8.580 servizi di pattugliamento delle linee ferroviarie ed in 1.726 servizi di controllo su strada a veicoli sospetti. Tale articolato dispositivo ha consentito il recupero di oltre 44 t del cosiddetto “oro rosso” di provenienza illecita, l’arresto di 28 persone e la sottoposizione ad indagini preliminari di 117 soggetti. Il fenomeno in ambito ferroviario ne è risultato ulteriormente ridimensionato con un calo di furti del -13 % ed un incremento del rame recuperato del 18% rispetto allo scorso anno.Nel corso del 2017 il personale della Specialità ha rintracciato 1.241 persone scomparse, di cui 1.143 minori.In flessione le aggressioni denunciate dal personale ferroviario (-15%,  da 524 a 447) rispetto al 2016. Diminuiscono gli episodi, sia a bordo treno (-6%, da 414 a 390) che in stazione (-50%, da 110 a 55). Nel 66% dei casi l’autore è stato individuato. 52 le lesioni con conseguenze gravi subite dal personale della Specialità.In calo il numero di incidenti in ambito ferroviario nella loro totalità ed in calo anche la mortalità connessa (da 66 a 54, pari a -18%). Continua ad essere sensibile il dato che riguarda i comportamenti scorretti o le imprudenze dei viaggiatori come ad es. l’attraversamento dei binari o la presenza indebita lungo linea. Ciò conferma l’importanza dell’attività di prevenzione e formazione, che la Polizia Ferroviaria persegue con forza attraverso diverse campagne di educazione alla legalità ed alla sicurezza, avviate già da diversi anni, che hanno lo scopo di sviluppare in particolare nei ragazzi la cultura della sicurezza in ambito ferroviario, attraverso la conoscenza e l’applicazione delle regole di un corretto comportamento, al fine di contribuire alla riduzione degli eventi incidentali che vedono coinvolti, spesso, proprio i giovani. Con il progetto “Train…to be cool” gli operatori della Polizia Ferroviaria hanno incontrato, durante l’anno scolastico 2016/2017, oltre 39.000 studenti.16.000, inoltre, i ragazzi coinvolti nelle iniziative di piazza nate dalla collaborazione tra la Polizia Ferroviaria, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e le Federazioni sportive del Rugby e della Pallavolo: 8 tappe in tutta Italia (Norcia, Ancona, Catania, Firenze, Milano, Bari, Modena e Torino) per sensibilizzare i giovani del movimento rugbistico e pallavolistico sui temi della legalità e della sicurezza individuale nell’ambito del sistema di trasporto ferroviario.Non sono mancati i salvataggi, sia di aspiranti suicidi che di persone colte da malore in stazione. In particolare sono state 10 le persone in arresto cardiaco salvate dagli operatori della Polizia Ferroviaria, di cui 4 con l’uso del defibrillatore.Sotto il profilo internazionale, infine, la Polizia Ferroviaria ha proseguito la propria attività nell’ambito del network europeo di polizie ferroviarie RAILPOL, allo scopo di migliorare le tecniche specialistiche e di rafforzare la collaborazione tra i Paesi membri attraverso il reciproco scambio di informazioni e la definizione di comuni strategie operative nonché la programmazione di azioni congiunte. In tale contesto, nel corso del 2017 l’Italia ha mantenuto la presidenza del Gruppo di lavoro Strategic Analysis, rivolto all’analisi strategica dell’andamento dei principali fenomeni delittuosi in ambito ferroviario in Europa allo scopo di delineare linee operative comuni di prevenzione e contrasto tra i vari Paesi membri.Si chiude per la Polizia Ferroviaria un anno che ha visto le celebrazioni del 110° anniversario della sua fondazione. Nata il 24 giugno1907, da allora garantisce la sicurezza dei milioni di persone che si muovono in treno o frequentano le stazioni. Tra i passaggi fondamentali della storia vissuti “in prima linea” dalla più antica delle Specialità della Polizia di Stato: le due guerre mondiali e la successiva ricostruzione; le migrazioni di massa con l’utilizzo del treno (a partire dagli anni ’50) di milioni di persone dirette dal sud al nord (dell’Italia o dell’Europa) in cerca di migliori condizioni di vita; il triste periodo degli “anni di piombo”, che non hanno risparmiato l’ambito ferroviario. Tra i fatti più violenti, quelli che hanno coinvolto il treno Italicus (4 agosto 1974, 12 morti e 48 feriti), la stazione di Bologna (2 agosto 1980, 85 morti e 200 feriti), il treno R904 (23 dicembre 1984, 16 morti e 260 feriti). Anche la Polizia Ferroviaria ha pagato il suo tragico tributo in termini di vittime: non si contano i caduti tra gli operatori della Specialità che hanno perso la vita nell’adempimento del proprio dovere o in gesti eroici. 19 nei soli ultimi 50 anni.Le manifestazioni relative all’importante ricorrenza hanno visto eventi in tutta Italia, organizzati unitamente alle Questure, e culminati nelle celebrazioni del 110° anniversario a Roma nel mese di giugno e  nel convegno di studio a Pietrarsa (NA) nel mese di novembre, oltre ad  una serie di concerti della Banda musicale e della Fanfara della Polizia di Stato in alcune delle principali stazioni ferroviarie del Paese (Trieste, Venezia, Milano, Torino, Bologna, Napoli, Firenze e Roma).                                                                                                                                       
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Foggia:4 arresti per rapina in gioielleria. (ven, 29 dic 2017)
La Polizia di Stato di Foggia e di Chieti congiuntamente a personale del Commissariato di San Severo e del Commissariato di Vasto ha eseguito 4 misure cautelari, emesse dal GIP di Vasto, nei confronti di 4 soggetti ritenuti responsabili, in concorso tra loro, della rapina alla gioielleria “Scafetta” ubicata nel Comune di Vasto.La rapina fu effettuata il 17 novembre scorso quando uno dei 4 soggetti, entrò all’interno della gioielleria “Scafetta” chiedendo alla titolare di visionare alcuni gioielli.Il soggetto, subito dopo, estrasse un coltello e, puntandolo al collo della donna, l’afferrò con violenza per il collo, scaraventandola per terra. All’interno della gioielleria era presente anche la madre della titolare che cercò di aiutare la figlia ma venne anche lei aggredita.Dopo tale violenta aggressione, altri complici rimasti fuori in attesa, entrarono nel negozio, travisati, asportando gioielli per un totale di 5mila euro.I poliziotti della Squadra Mobile di Foggia e del Commissariato di San Severo individuarono l’autovettura con la quale i soggetti si dileguarono e che risultò intestata alla madre di uno degli autori della rapina che decise di collaborare con la Polizia rendendo dichiarazioni pienamente confessorie in ordine alla rapina in questione specificando l’esatta dinamica dei fatti ed indicando le generalità degli altri complici.Tali dichiarazioni vennero pienamente riscontrate dagli investigatori tenuto in considerazione che la vittima della rapina, nel corso delle prime attività d’indagine, riconosceva senza ombra di dubbio uno dei soggetti come colui che per primo era entrato in gioielleria a volto scoperto e l’aveva minacciata con il coltello.L’attività d’indagine permise di accertare che i 4 soggetti prima di compiere la rapina in questione avevano effettuato una serie di sopralluoghi.Le immagini delle telecamere di video sorveglianza poste nelle zone limitrofe della città sono state determinati per l’esatta identificazione degli autori della rapina.Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Vasto hanno permesso al GIP di emettere, in data di ieri, la misura cautelare che è stata eseguita oggi.Si segnala che nel corso dell’esecuzione della misura all’interno dell’abitazione di uno dei soggetti sono state rinvenute alcune dosi di cocaina ed hashish nonché alcuni cinturini di orologi.    
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Polizia di Stato

Milano: in un video l’omicida di Marilena Negri (mer, 17 gen 2018)
Le immagini che vi mostriamo riprendono il presunto autore dell'omicidio della signora Marilena Negri, avvenuto lo scorso novembre a Milano nel Parco Litta: l'uomo viene inquadrato da alcune telecamere poco prima e poco dopo i fatti, lungo l'itinerario percorso dallo stesso in quella occasione nella zona Affori di Milano. Le indagini, dalla squadra Mobile della di Milano, si concentrano anche sulla collana con una medaglietta verosimilmente sottratta alla vittima. Chiunque ritenga di poter fornire utili indicazioni alle indagini si può rivolgere alla Squadra mobile meneghina o a qualsiasi ufficio di Polizia.
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Racket e usura, come uscirne (mer, 17 gen 2018)
Il film su Libero Grassi, l’imprenditore siciliano ucciso da Cosa Nostra dopo essersi opposto alla richiesta di pizzo, trasmesso in tv recentemente, ha acceso di nuovo i riflettori su questo eroe contemporaneo. La figura e la storia di quest’uomo fanno tornare di attualità parole come pizzo, estorsioni, racket e usura. Parole comuni che rappresentano un fenomeno che lo Stato e le Istituzioni contrastano con arresti e iniziative a sostegno delle vittime. Tante anche le iniziative di associazioni di categoria. Per agevolare i cittadini e i commercianti il ministero dell'Interno dedica una sezione del sito a questo fenomeno raccogliendo tutte le ultime novità legislative, i numeri verdi delle associazioni, i dati, gli indirizzi e le informazioni utili per chi vuole saperne di più e per chi decide di "uscire dal giro". Grazie alle denunce di chi cade nella rete della criminalità o della mafia, sono molte le operazioni portate a termine dalle Polizia con numerosi arresti. Cos'è l'estorsione L’estorsione (o "pizzo") è un'attività criminale generalmente volta ad ottenere da un operatore economico, dietro una strategia di minaccia e intimidazione, il pagamento periodico di una certa somma in cambio dell'offerta di "protezione" da una serie di intimidazioni che, in realtà, è lo stesso proponente a mettere in atto. Cos'è l'usura L'usura è un reato che consiste nel concedere un prestito - a chi ha bisogno di soldi - ad un tasso d'interesse superiore al cosiddetto "tasso soglia" (che si calcola aumentando del 50% il tasso effettivo globale medio (TEGM) relativo ai vari tipi di operazioni creditizie. Chi commette l’usura sfrutta il bisogno di denaro di un altro individuo per ottenere un forte guadagno illecito, mentre chi si trova in difficoltà e ha necessità di avere dei soldi, l'offerta può apparire come un'immediata possibile soluzione, ma poi difficilmente ne riesce ad uscire.
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