Polizia di Stato

Benevento:un arresto per omicidio. (mar, 10 apr 2018)
La Polizia di Stato di Benevento ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, nei confronti   di un  giovane   beneventano,   ritenuto  responsabile   di omicidio  preterintenzionale  aggravato  dai  futili  motivi,  consumato  lo scorso  26 luglio in un ristorante del Capoluogo sannita, durante una festa di compleanno organizzata da un noto pregiudicato locale. Le investigazioni  sono risultate particolarmente complesse a causa della copertura solo  parziale  dell'area   videosorvegliata   presente  nel  ristorante  e  del  clima  di omertà e reticenza creatosi tra i  soggetti partecipanti alla festa, i quali, per la gran parte, hanno  riferito solo circostanze  generiche  e contradditorie. Sulla base della ricostruzione effettuata dal personale della Squadra Mobile e della Polizia  scientifica,  attraverso  i  fotogrammi  del sistema di videoregistrazione  del locale, si è accertato che la vittima, al termine di un alterco avvenuto sulla terrazza inferiore del ristorante, con alcuni partecipanti  alla festa, era fuggita,  correndo a forte velocita, verso il parcheggio del ristorante, per sfuggire al suo aggressore che lo inseguiva a breve distanza e, dopo aver percorso diversi metri, scivolava in un declivio,  sito  nei  pressi dell'ingresso  del  ristorante.  A questo  punto  l’indagato, dopo essere caduto a sua volta sulla ghiaia del parcheggio, si rialzava, raggiungeva la vittima che giaceva a terra, iniziando a colpirla con forti pugni alla testa e sul corpo e successivamente anche con un calcio al torace, mentre due degli invitati cercavano, in tempi diversi, di trattenerlo ed allontanarlo dalla vittima, ormai in fin di vita.II raffronto tra le immagini dell'aggressione  e gli atti di indagine, ed in particolare le dichiarazioni rese dai partecipanti alla festa, ha permesso di delineare ulteriori responsabilità,  a dimostrazione dell'ampia  omertà che ha circondato  il grave fatto criminoso,   per il reato di favoreggiamento  personale, nei confronti di altre quattro persone (tra cui quella originariamente  sottoposta al fermo), i quali hanno aiutato l’arrestato  ad eludere le indagini nei suoi confronti, negando palesemente il vero,mentre un quinto soggetto è stato denunciato per aver violato le prescrizioni della misura della Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza.  
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Vibo Valentia:conclusa operazione "black widows" (lun, 09 apr 2018)
La Polizia di Stato e in particolare gli uomini della Squadra Mobile di Vibo Valentia e del Commissariato di Serra San Bruno, con il supporto del Servizio Centrale Operativo di Roma e del Reparto Prevenzione Crimine di Vibo Valentia, nella decorsa nottata, hanno eseguito un decreto di fermo, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 7 indagati ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentato omicidio, detenzione e porto abusivo di armi - provento di furto o comunque alterate per aumentarne la potenzialità offensiva (cd a canne mozze) - oltre che di ricettazione: reati tutti aggravati dal metodo mafioso.Le indagini, dirette dai Sostituti Procuratori della DDA dott.sse Annamaria Frustaci e Filomena Aliberti coordinate dal Procuratore Aggiunto Giovanni Bombardieri e dal Procuratore Capo Nicola Gratteri, sono scaturite dal tentato omicidio dei fratelli NESCI Giovanni Alessandro e Manuel – quest’ultimo minore affetto da Sindrome di Down -, ed hanno fatto luce su uno spaccato della attuali dinamiche criminali dell’entroterra vibonese, piagato oramai da decenni dalla contrapposizione (nota alla cronaca come “faida dei boschi” e già costata diverse decine di morti) che vede impegnate nella contesa per il controllo del territorio le famiglie LOIELO ed EMANUELE-MAIOLO.Le investigazioni hanno disvelato i complessi equilibri che portarono alla consumazione dell’agguato mafioso nel quale rimasero gravemente feriti -il 28 luglio 2017 - i due fratelli NESCI, dipingendo un quadro a tinte fosche fatto di trame ordite - senza soluzione di continuità - dagli INZILLO, contigui agli EMANUELE, per addivenire alla eliminazione della controparte, espressione invece della famiglia LOIELO.Sullo sfondo del progetto criminale che ha accomunato i propositi degli indagati ha trovato, poi, sfogo l’operato delle “donne” della famiglia INZILLO: operato che si è contraddistinto per l’inusitata violenza delle affermazioni, per la determinazione evidenziata nei propositi omicidiari, per il costante incentivo all’azione assicurato in favore dei “maschi buoni” della famiglia (ossia gli uomini capaci di commettere le azioni delittuose) nonché per l’apporto che in prima persona le stesse hanno garantito nella custodia delle armi, non esitando a coinvolgere anche l’anziana madre(indotta dalle figlie ad occultare una pistola nella propria biancheria intima, al fine di fugare eventuali controlli ad opera delle forze dell’ordine).
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Caserta:arrestate 19 persone vicine al Clan Belforte. (lun, 09 apr 2018)
È in corso una vasta operazione della Polizia di Stato sul territorio di Maddaloni (CE). La Squadra Mobile della Questura di Caserta sta procedendo all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, nei confronti di 19 persone, legate al “Clan Belforte - fazione Maddaloni”, indagate in relazione al delitto di associazione a delinquere finalizzata al traffico ed alla commercializzazione di stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.
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Trieste:conclusa operazione "Ansar" della Polizia Postale (sab, 07 apr 2018)
La Polizia di Stato ha portato a termine una complessa attività tecnico-investigativa, avviata nel mese di dicembre 2016 e finalizzata all’identificazione dei membri del canale Telegram denominato “Khilafah News Italia”.Gli specialisti della Sezione per il contrasto al “Cyberterrorismo” del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni e del Compartimento di Trieste, in stretto raccordo operativo con i poliziotti delle Digos del capoluogo friulano e di Udine,. Hanno concluso una complessa attività di indagine, coordinata dalla Procura per i minori di Trieste, che ha portato all’individuazione di un minorenne italiano di origine algerina, che attraverso la rete, utilizzando l’applicazione di messaggistica istantanea telegram, amministrava due gruppi chiusi e diversi canali di propaganda a favore dell’Isis, istigando altri utenti a commettere delitti di terrorismo e contro l’umanità.Il puntuale intervento della Procura dei minori e della Polizia di Stato ha consentito di superare la mera fase accertativa della responsabilità penale del minore e soprattutto, grazie agli strumenti messi a disposizione dall’ordinamento, l’avvio di un dedicato percorso di recupero e deradicalizzazione, reso possibile dallo “scollegamento” del giovane dalla rete del c.d. “cyber jihad”.I poliziotti hanno constatato come all’interno del canale, risultato essere tra i principali veicoli della narrativa del Califfato, venivano pubblicati messaggi di propaganda dello Stato Islamico, originariamente prodotti in lingua araba dai diversi official media del Califfato e tradotti in lingua italiana, rivolti in particolare ai c.d. “lupi solitari” presenti sul territorio nazionale.Per tale motivo, all’indagato è stato contestato il reato di cui all’art. 414, ultimo comma, c.p., per aver compiuto attività di proselitismo a favore dell’ISIS mediante diffusione e traduzione di contenuti propagandistici sui predetti gruppi, aggravata dal fatto che veniva compiuta attraverso strumenti informatici e telematici.Tra le chat più significative quella rilevata all’interno del medesimo canale Telegram, nella quale il minore poneva ai partecipanti il seguente quesito: “'Salve, come faccio a far passare una cintura esplosiva attraverso le porte automatiche?".    
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Reggio Calabria:arrestato Giuseppe Pelle. (ven, 06 apr 2018)
Nel corso di una vasta operazione di polizia coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio Calabria, durante la notte, gli investigatori della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato hanno catturato il boss latitante di San Luca (RC) PELLE Giuseppe classe 1960, capo strategico e membro della “provincia” della ‘ndrangheta calabrese. Il boss - ricercato dalla Polizia di Stato dal 2016 - aveva trovato rifugio all’interno di un’abitazione situata in una delle contrade più impervie dell’entraterra di Condofuri (RC), pressochè  irraggiungibile in quanto priva di strade percorribili ed isolata dal greto accidentato di una fiumara aspromontana che ne rende difficoltoso l’accesso. I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11.00 presso la sala convegni della Questura di Reggio Calabria.PELLE Giuseppe appartiene alla potente famiglia dei Gambazza di San Luca (RC) un tempo guidata dal padre Antonio PELLE classe 1932, elemento posto ai vertici della ‘ndranghetafino alla sua morte, avvenuta nel 2009. Il PELLE è legato anche alla potente famiglia BARBARO di Plati (RC) facente capo al boss ergastolano BARBARO Francesco classe 1927 detto u castanu, per averne sposato la figlia Marianna. Il ricercato deve scontare una pena residua definitiva di 2 anni, 5 mesi e 20 giorni di reclusione per associazione mafiosa e tentata estorsione. Nel mese di luglio 2017, mentre era latitante, è stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, nell’ambito dell’inchiesta denominata “Mandamento Ionico”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, per tentata estorsione e illecita concorrenza, aggravate dal metodo mafioso e consistite nell’aver tentato di accaparrarsi i proventi derivanti dall’esecuzione di lavori pubblici in alcuni comuni della Locride tra i quali Siderno, Palizzi, Condofuri e Natile di Careri (RC). Il blitz è scattato nel cuore della notte nelle zone impervie dell’entroterra di Condofuri. Impiegati nell’intervento cinquanta uomini della Polizia di Stato. “Assediato” l’entroterra di Condofuri per consentire agli investigatori di infiltrarsi, contemporaneamente con diverse unità operative mobili, nelle zone teatro della massiccia operazione. Fulminea l’azione dei poliziotti che non ha lasciato alcuna possibilità di fuga al ricercato il quale si è arreso senza opporre alcuna resistenza. All’interno dell’abitazione erano presenti altri soggetti, le cui posizioni sono al vaglio degli inquirenti.
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Polizia di Stato

Cybercrime: accordo per la sicurezza delle reti telematiche di Consip (gio, 19 apr 2018)
È stato siglato oggi a Roma dal capo della Polizia Franco Gabrielli e dall’amministratore delegato di Consip, Cristiano Cannarsa, il protocollo di collaborazione per la prevenzione di crimini informatici a tutela dell’infrastruttura informatica e della piattaforma di e-procurement di Consip. L’Accordo è stato stipulato in attuazione del decreto del Ministro dell’Interno del 9 gennaio del 2008 che ha individuato le infrastrutture critiche informatizzate di interesse nazionale ovvero i sistemi ed i servizi informatici di supporto alle funzioni istituzionali di diversi enti, pubblici e privati operanti in settori strategici per il Paese. Senza dubbio anche i sistemi informatici e le reti telematiche di Consip, in particolare la piattaforma di e-procurement possono annoverarsi in questa categoria in quanto funzionali allo svolgimento delle attività strategiche che l’azienda gestisce: da un lato, la realizzazione del programma di razionalizzazione degli acquisti per conto del ministero dell’Economia e delle Finanze; dall’altro il ruolo di procurer per singole amministrazioni e per le gare a supporto dell’Agenda digitale italiana, costituiscono una risorsa fondamentale per un’efficace attuazione della mission della Società. L’intesa ha per obiettivo l’adozione condivisa di procedure d‘intervento e scambio di informazioni utili alla prevenzione e al contrasto degli attacchi informatici di matrice terroristica e criminale nei confronti di Consip. La Polizia di Stato per mezzo del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche (CNAIPIC) della Polizia Postale e delle Comunicazioni, provvederà alla: •     condivisione e analisi di informazioni idonee a prevenire e contrastare attacchi o danneggiamenti alle infrastrutture critiche informatiche gestite da Consip •     segnalazione di emergenze relative a vulnerabilità, minacce ed incidenti che pregiudichino la regolarità dei servizi di telecomunicazione •     identificazione dell’origine degli attacchi contro infrastrutture critiche del Sistema Paese, che abbiano come destinazione le infrastrutture tecnologiche gestite da Consip o che da queste traggano origine •     realizzazione e gestione di attività di comunicazione reciproca per fronteggiare situazioni di crisi. Alla firma della convenzione erano, inoltre, presenti il direttore centrale per la Polizia stradale, ferroviaria, delle comunicazioni e per i reparti speciali della Polizia di Stato, Roberto Sgalla e il direttore del Servizio Polizia postale e delle comunicazioni, Nunzia Ciardi.
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Sicurezza stradale: con “Vacanze Sicure” arrivano i controlli sugli pneumatici (gio, 19 apr 2018)
Con l’arrivo della bella stagione torna l’iniziativa “Vacanze Sicure” promossa da Pneumatici Sotto Controllo e Polizia Stradale. Verranno effettuati oltre 10.000 controlli dal 20 aprile al 31 maggio per valutare le condizioni dei pneumatici degli automobilisti di Lombardia, Veneto, Liguria, Lazio, Umbria, Abruzzo e Molise. Le pattuglie verificheranno nello specifico l’usura del battistrada, l’omologazione, la corrispondenza delle misure montate rispetto a quanto riportato in carta di circolazione, l’eventuale presenza di tagli, abrasioni e danneggiamenti visibili ad occhio nudo che potrebbero essere, insieme al sotto gonfiaggio, l’anticamera di un cedimento strutturale improvviso del pneumatico. L’attività di controllo e raccolta dati, consentirà di valutare i risultati che verranno illustrati a luglio prima dell’esodo estivo, anche al fine di una incisiva informazione volta a sensibilizzare gli automobilisti sull’importanza di avere gli pneumatici in perfette condizioni. Giovanni Busacca, direttore del Servizio Polizia stradale al riguardo ha specificato che “Mettersi alla guida con pneumatici lisci, danneggiati, non conformi, espone i conducenti ad un elevato rischio di incidente stradale e costituisce un gesto di irresponsabilità che si riflette negativamente anche su tutto il sistema della circolazione, di cui tutti noi siamo parte integrante”. “I controlli  - continua Giovanni Busacca - confermano purtroppo che sono ancora molti i veicoli non in regola. Gli strumenti che abbiamo a disposizione per contrastare questa pericolosa tendenza e per garantire la sicurezza della circolazione sono una mirata informazione, una attività di prevenzione, frequenti e mirati controlli ed un approccio culturale al tema secondo una prospettiva che parli di legalità sulle strade. È importante far comprendere che non si tratta solo di evitare la sanzione pecuniaria, ma in gioco vi è la nostra e l’altrui sicurezza”. Gonfiaggio e verifica delle gomme, nonostante siano gratuiti, non vengono eseguiti periodicamente. “Infatti oltre il 52 per cento degli automobilisti circola con gomme sottogonfiate – dice Fabio Bertolotti, direttore Assogomma –  si tratta di un problema di sicurezza in quanto con le alte temperature, il pneumatico si può surriscaldare sino al suo cedimento strutturale, ovverosia al suo scoppio. Inoltre, un pneumatico sgonfio produce un inutile danno all’ambiente in quanto fa aumentare i consumi di carburante fino al 15 per cento e produce una usura disomogenea del pneumatico che dovrà essere sostituito precocemente.”  Con l’occasione si ricorda che dal 16 maggio al 14 ottobre è vietata la circolazione con pneumatici di tipo M+S con codici di velocità ridotti rispetto a quelli riportati in carta di circolazione. Si tratta di una grave infrazione che può essere sanzionata, non solo con una multa, ma anche con il fermo del veicolo. Sul sito www.pneumaticisottocontrollo.it sono disponibili informazioni sui pneumatici, in termini di scelta, manutenzione, stoccaggio e varie normative vigenti che, se seguite puntualmente, consentono agli automobilisti di viaggiare sicuri.
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